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| collana PIETREPARLANTI | |
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Alberto Toso Fei Un mosaico ricomposto nel tentativo di svelare, tassello dopo tassello, l'enigmatica essenza di Venezia scavando nel suo passato fin dagli albori di una storia lunga tredici secoli. Una storia densa di accadimenti, in bilico tra mito e realtà, della quale l'autore fornisce una completa e documentata mappatura, suddivisa in sei scenari: i sestieri della città. Il lettore può così varcare la soglia delle apparenze addentrandosi in una Venezia diversa, “sottile” e misteriosa, fatta di segni levigati dal tempo, allegorie e codici arcani da decifrare. Cronache, usi e costumi, tradizioni, racconti popolari e leggende tramandate, divengono allora la chiave di lettura per scoprire verità sepolte, luoghi, fatti e personaggi affascinanti, protagonisti di straordinarie vicende che testimoniano gli antichi sfarzi e il potere che furono della “Dominante”. “Veneziaenigma” nato dopo il successo di "Leggende veneziane e Storie di Fantasmi", dello stesso autore, sta per essere tradotto in inglese e francese e distribuito anche in America da Barnes & Noble. Sotto l'aspetto prettamente grafico, “Veneziaenigma” è un libro modernissimo, con note a piè di pagina e capolettera come i vecchi codici, sottolineati in nero, bronzo e oro grazie alla speciale ricerca editoriale che la casa editrice Elzeviro cerca sempre di introdurre nei suoi lavori. visita anche www.venetianlegends.it IL 19 novembre 2005 C'è STATA L'ASSEGNAZIONE DEL
PREMIO G. MAZZOTTI -23^ EDIZIONE 2005: |
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Shaul Bassi William Shakespeare visitò Venezia, magari durante gli “anni perduti”, tra il 1585 e il 1592, in cui poco si sa di lui e dei suoi spostamenti, oppure la immaginò solo a distanza? In questo libro il lettore non troverà una risposta. Le sue pagine lo invitano, sia egli comodamente seduto in poltrona o si stia perdendo nel labirinto della città, a esplorare la Venezia di William Shakespeare. Perché i campi e le calli di Venezia raccontano molte storie e Shakespeare non sapeva resistere alle storie. Il consenso tra gli studiosi è che egli non abbia mai messo piede in Italia, dove pure ambientò moltissime delle sue opere, da Il Mercante di Venezia e Otello della Serenissima al Romeo e Giulietta di Verona e La bisbetica domata di Padova, anche solo per il semplice fatto che non vi è prova alcuna che abbia mai abbandonato l’Inghilterra. Eppure camminando per la Venezia di oggi, simile a se stessa più di ogni altra città rinascimentale, è forte la tentazione di convincersi del contrario. Sono così tanti i luoghi, i monumenti maestosi e gli angoli nascosti che sembrano sussurrare “Shakespeare è stato qui”. E a pensarci bene è possibile sostenere questa tesi anche immaginando che tutto ciò che viene raccontato in questo libro fosse giunto alle sue orecchie attraverso i libri o i racconti orali di amici viaggiatori e di mercanti veneziani che si rifocillavano alla locanda londinese The Oliphant. Allora suggeriamo al lettore di mettersi nei panni di Shakespeare: se si godrà queste pagine tra le pareti domestiche, viaggi solo con l’immaginazione come probabilmente faceva il poeta. Se avrà la ventura di trovarsi a Venezia segua questi itinerari, scegliendo a suo piacimento se iniziare da San Marco, porta principale della città, come se il giovane William vi fosse arrivato via nave, oppure dal Ghetto, come se fosse arrivato via terra e attraverso la laguna, con il “traghetto, al battello che fa servizio per Venezia”, come raccontano le pagine de Il Mercante di Venezia. Qualunque sia la sua scelta, non trascuri a nessun costo il puro piacere di perdersi e magari di scoprire altri dettagli shakespeariani che possano essere sfuggiti agli autori. |
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